La coalizione dei Volenterosi affronta il problema della chiusura dello Stretto di Hormuz. E l’Italia dialoga con Francia, Regno Unito e Germania per trovare una soluzione. Venerdì 17 aprile il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer lavoreranno a Parigi con una “trentina di partecipanti” alla definizione di una missione per la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, una volta che il fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati uniti sarà consolidato. Alla conferenza prenderanno parte in presenza, oltre a Macron e Starmer, anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Gli altri partecipanti, descritti dalla presidenza francese come paesi «europei, mediorientali, asiatici e perfino latino-americani», si collegheranno invece in videoconferenza. Il contesto in cui si sviluppa l’iniziativa è quello della cosiddetta “coalizione dei volenterosi), formata da oltre 40 Paesi. Il vertice di Parigi è stato preceduto da un incontro tra gli addetti militari per fare il punto sulla situazione nello Stretto. L’obiettivo è comunque il ritorno alla libertà di navigazione. La partita resta in salita per due ordini di motivi: il ruolo degli Usa, che finora sono rimasti fuori dalla coalizione e l’atteggiamento di Teheran, che per la prima volta si è mossa con netta contrarietà rispetto al piano dei Volenterosi. Si ragiona su un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata.