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Andare a vivere col nuovo partner significa creare una nuova famiglia, facendo decadere il diritto al mantenimento a prescindere da età o condizione lavorativa

Iniziare una nuova vita sentimentale dopo la separazione fa decadere ogni diritto a continuare a percepire l’assegno di mantenimento: nel momento in cui cambiano le condizioni di vita, come sottolineato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza 5896 del 16 marzo 2016, vengono meno i presupposti per mantenere il beneficio maturato dopo la conclusione del matrimonio.

L’ordinanza nasce dal ricorso di una donna contro una sentenza della Corte d'Appello di Milano. La 57enne, lasciatasi alle spalle il legame col marito, era tornata a convivere con un uomo col quale aveva già avuto in passato una relazione: la nascita di un nuovo nucleo familiare, pur basato sulla convivenza more uxorio e non più sul matrimonio, interrompe il diritto al mantenimento dal momento che viene meno il presupposto dell'inadeguatezza dei mezzi economici. La convivenza con un’altra persona instaura non solo un legame sentimentale ma anche una nuova realtà economica, nella quale si presuppone che la coppia metta a disposizione una parte di risorse per affrontare delle spese comuni. Il che non può che comportare la decadenza del fondamento stesso dell'assegno divorzile, basato sulla solidarietà post-coniugale, poiché sostituito dal sostegno materiale che dovrebbe nel caso essere offerto dal nuovo partner.