Il caso scoperto di recente dal New York Times e che riguarda la casa editrice Hachette, scivolata sulla buccia di banana di un libro pubblicato in Gran Bretagna e risultato poi scritto con il massiccio contributo dell’intelligenza artificiale (e la cui pubblicazione è stata bloccata all’ultimo negli Stati Uniti) ha messo in luce quanto anche nella grande editoria i tradizionali metodi di controllo e di filtraggio dei testi siano ormai ridotti a colabrodo.
Il testo incriminato è un thriller orrorifico di non eccelsa qualità, Shy Girl, scritto e in prima battuta autopubblicato da una peraltro sfuggente signora di nome Mia Ballard. Che lo scritto fosse stato interpolato da un sistema di Large Language Model (LLM) era stato chiaro fin da subito a qualche lettore più avveduto che lo aveva segnalato nei commenti sul social Goodreads. Peccato che l’editore non solo ci sia cascato, ma che per verificare si sia dovuto rivolgere addirittura a una specie di programma investigativo del settore che si chiama Pangram (non a caso, per pangram s’intende una frase di senso compiuto che contiene da sola tutte le lettere dell’alfabeto di una lingua).
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È una circostanza che dovrebbe gettare nel panico tutti gli editori, i quali trovano un ostacolo in più nel lavoro di selezione dei testi che intendono pubblicare. Che tutti pubblicamente dichiarino di prestare la massima attenzione è scontato, un po’ meno lo è quanto veniamo a sapere da fonti interne di alcuni fra i principali gruppi editoriali italiani, cioè che diversi testi, soprattutto quelli di carattere più commerciale, vengono letti superficialmente e non passano questo tipo di controlli per il fatto che la priorità a cui sono legati è un’altra: la loro immediata vendibilità. Un sistema editoriale che pesca a piene mani fra gli youtuber, gli instagrammer e coloro che si autopubblicano su piattaforme come Wattpad, solo badando al numero di seguaci o di lettori online, e dunque al potenziale di vendita nelle due-tre settimane di vita riservate in libreria ormai a qualunque volume, non ha né tempo né voglia né risorse per approfondire la qualità dei testi.







