I negoziati tra Stati Uniti e Iran per mettere fine alla guerra in Medio Oriente riprenderanno presto, «nel giro di un paio di giorni a Islamabad» per poi «proseguire in Europa». La conferma, dopo molte voci diffuse sia da Washington che da Teheran, è arrivata da Donald Trump. Mentre dai Paesi del Golfo, fino all’India e perfino alla Cina si moltiplicavano gli sforzi di mediazione. «Nei prossimi due giorni in Pakistan potrebbe accadere qualcosa riguardo ai negoziati. Siamo propensi a seguire questa direzione», ha detto il presidente americano al New York Post, provocando una reazione positiva dei mercati finanziari e un calo del prezzo del petrolio. «È molto probabile e lo sapete perché? Perché il feldmaresciallo sta facendo un ottimo lavoro, è fantastico», ha aggiunto Trump in riferimento al capo di Stato Maggiore pakistano, Asim Munir.

Stati Uniti e Iran ricominceranno da dove si erano fermati: la riapertura di Hormuz, la tregua anche in Libano, le sanzioni, gli asset iraniani e soprattutto il programma nucleare. Sarebbe stato proprio lo scontro sul nucleare iraniano a provocare la rottura nel primo round di colloqui, lo scorso 7 aprile in Pakistan: gli Usa volevano imporre uno stop totale di 20 anni, mentre Teheran era disposto ad accettare di fermarsi per soli cinque anni.