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Ultimo aggiornamento: 20:20
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Se Trump schiaffeggia colei che era considerata l’amica prediletta, la figlia del popolo, l’underdog italiana Giorgia Meloni, figurarsi la voglia che ha di negoziare ancora in nome dell’odiato Zelensky e dell’Ucraina la pace con Mosca, il luogo del potere di Vladimir Putin, l’uomo al quale il tycoon non ha mai mancato di rispetto. Oggi infatti è lo stretto di Hormuz, principio e destino di una guerra che colpisce il dominio degli Usa nel mondo e ne mette in discussione la supremazia, l’urgenza sulla quale l’amministrazione americana pone mano. È invece la necessità del gas russo, l’urgenza parallela dell’Europa, figlia degli esiti delle bombe lanciate da Trump sul capo degli ayatollah.






