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24 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:34
Mentre i capi della diplomazia americana, europea, russa e ucraina continuano a confrontarsi per riuscire a chiudere nel più breve tempo possibile le trattative per la firma di un piano di pace tra Mosca e Kiev, Donald Trump si sente con un altro attore solo apparentemente defilato, ma determinante per le sorti della guerra e per gli equilibri internazionali: il presidente cinese Xi Jinping. E proprio il leader asiatico, secondo quanto si apprende dalla tv di Stato CCTV, “ha sottolineato che la Cina sostiene tutti gli sforzi profusi per la pace e auspica che tutte le parti continuino a ridurre le loro divergenze e a raggiungere un accordo di pace equo, duraturo e vincolante il prima possibile per risolvere questa crisi alla radice”.
Al centro delle discussioni, però, c’è un altro tema altrettanto delicato che rischia di provocare tensioni tra potenze mondiali: il dossier Taiwan. E anche su questo Washington e Pechino, almeno a parole, sembrano voler trovare una soluzione che eviti uno scontro militare su larga scala. Il ritorno di Taiwan alla Cina è “un elemento chiave dell’ordine internazionale del secondo dopoguerra”, ha ribadito Xi Jinping, chiarendo “la posizione di principio” di Pechino. Cina e Stati Uniti, aggiunge il network statale, “hanno combattuto fianco a fianco contro il fascismo e il militarismo. Ora dovrebbero collaborare per salvaguardare i risultati ottenuti con la vittoria nella Seconda guerra mondiale”. Anche il presidente americano ha detto di comprendere “l’importanza della questione di Taiwan per la Cina”, come riporta Xinhua, mentre il tycoon ha successivamente annunciato di aver accettato l’invito a incontrare il capo di Stato comunista a Pechino, ad aprile. Mentre il leader della Repubblica Popolare si dovrebbe recare negli Stati Uniti nell’arco del prossimo anno.














