Il Papa invita le persone che governano a perseguire sempre il bene comune.

"Servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia", ha detto nel discorso alle autorità ricordando che alcune zone del Camerun sono attraversate da "tensioni" e "violenze" che "hanno provocato profonde sofferenze: vite perdute, famiglie sfollate, bambini privati della scuola, giovani che non vedono un futuro. Dietro le statistiche ci sono volti, storie, speranze ferite".

Nel suo primo discorso in Camerun, il Papa ha richiamato la necessità di "rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace fondata sull'amore e sulla giustizia. Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza". Per Leone XIV "la pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza".

Leone XIV, arrivato a Yaoundè, si è recato nel Palazzo presidenziale dove incontra il presidente del Camerun Paul Biya. Ha 93 anni ed è presidente del paese, ininterrottamente da 43 anni.