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15 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:01

Un’inchiesta che si sviluppa in tre fasi temporali, dalla prima frana del 1997 fino a quella dello scorso 25 gennaio che ha provocato il crollo di diverse case e portato allo sgombero di centinaia di famiglie. E che, finora, ha al centro l’inerzia nel mettere a terra i lavori di mitigazione del rischio che erano già stati finanziati con circa 12 milioni di euro. Ma non è finita qui, perché – come spiegato dal procuratore di Gela, Salvatore Vella – gli accertamenti vanno avanti e si procederà a nuovi sequestri e audizioni. L’indagine sulla frana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è solo agli inizi nonostante un lavoro “importante”, come lo ha definito il magistrato, già svolto in questi mesi con la polizia e i consulenti.

“Ci ha consentito di aver una visione molto più ampia di un fenomeno complesso che è ancora attivo. L’analisi dei documenti e delle sommarie informazioni fatta con l’aiuto degli esperti sono state utilissime”, ha spiegato il procuratore Vella rivelando che al momento sono 13 le persone indagate, a iniziare dagli ultimi 4 presidenti della Regione Sicilia: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, l’attuale ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e Renato Schifani, sotto inchiesta insieme ai capi della Protezione Civile regionale, a funzionari regionali e alla responsabile dell’associazione temporanea di imprese che avrebbero dovuto svolgere i lavori.