BRUXELLES – È con soddisfazione che ieri le associazioni imprenditoriali hanno accolto l’intesa raggiunta tra Parlamento e Consiglio su un provvedimento che deve tutelare il settore siderurgico dalla formidabile concorrenza di alcuni paesi, tra cui la Cina e l’India. L’iniziativa era stata presentata in ottobre dalla Commissione europea e rappresenta un salto di qualità nel tentativo dell’Unione europea di meglio proteggere i settori industriali in maggiore difficoltà.

«L’industria siderurgica europea - ha spiegato Axel Eggert, il direttore generale dell’associazione Eurofer - si trovava sull’orlo del baratro e questa misura ci aiuta a evitare il peggio. Frenando le importazioni, permette di mantenere in vita una capacità siderurgica a livello europeo che sia redditizia e consente al tempo stesso di proseguire sulla strada della decarbonizzazione. Ridarà fiato a 15 milioni di tonnellate di capacità siderurgica europea».

Nella tarda serata di lunedì il Consiglio e il Parlamento hanno trovato un accordo su una proposta presentata in autunno dalla Commissione. L’intesa prevede di limitare l’import annuo di acciaio libero da dazi a 18,3 milioni di tonnellate, una riduzione del 47% rispetto al 2024. Nel contempo, la tariffa per la quota superiore a questo limite sarà raddoppiata. Ieri in Borsa le misure hanno sostenuto le azioni dei maggiori produttori di acciaio europeo.