«Con questa iniziativa si riconosce che i prodotti per il ciclo non sono un privilegio, ma un diritto. Scegliere di renderli accessibili a scuola significa rendere questo spazio davvero inclusivo per tutte e tutti». A parlare, nell’aula magna del Liceo Classico Massimo D’Azeglio, è la rappresentante d’istituto Emilia Bruno, 17 anni, che dà voce a un cambiamento nato proprio tra i banchi di scuola. È questo il filo rosso che attraversa «Senza imbarazzo», il progetto presentato ieri e che coinvolge 16 istituti cittadini. L’obiettivo è trasformare un bisogno quotidiano in un diritto riconosciuto e un tema spesso taciuto in un’occasione di consapevolezza condivisa.
Il progetto
Tutto inizia nel 2024, da un confronto tra i rappresentanti degli studenti del D’Azeglio e una farmacia del territorio, chiamata a rispondere a una richiesta semplice quanto urgente: la distribuzione di assorbenti. L’iniziativa si espande rapidamente tra gli istituti e, quando diventa troppo onerosa per una singola farmacia, entrano in campo l’associazione Giovani Farmacisti insieme all’Ordine, trasformando una necessità in un progetto strutturato, capace di coinvolgere giovani, istituzioni e territorio. «Quando ci hanno proposto questa iniziativa abbiamo subito accettato: crediamo che sia coerente con il nostro ruolo, quello di essere un punto di riferimento per le persone», spiega Mario Giaccone, presidente dell’Ordine dei Farmacisti. Un percorso che passa anche dalla conoscenza e dalla rottura di tabù ancora radicati: «Un tempo noi uomini conoscevamo poco il tema delle mestruazioni, e molte donne vivevano con imbarazzo una condizione naturale. I giovani di oggi hanno una consapevolezza più alta» continua Giaccone. Una consapevolezza che emerge anche dalle parole delle studentesse. Sophie e Anna, 16 e 15 anni, raccontano quanto il progetto sia utile per tutti: «Al liceo convivono ragazze e ragazzi dai 14 ai 19 anni, con livelli diversi di conoscenza. Non si parla abbastanza di temi come il ciclo mestruale, nemmeno tra noi ragazze».






