VENEZIA - Un settore in grande difficoltà si trova costretto ad affrontare un ulteriore scoglio: il premio formazione tesseramento e premi di primo contratto nel calcio dilettantistico. Per qualcuno una soluzione alla sparizione dei cartellini, la nuova normativa rappresenta invece una svolta drammatica per le società dilettantistiche, costrette a versare nelle casse di altre società un premio economico per aver formato un giocatore nel proprio settore giovanile. Ogni società che tessera un giocatore facendogli sottoscrivere un regolare contratto, come previsto dalla riforma dello sport, dovrà corrispondere una determinata cifra ai sodalizi formatori, ovvero ad ogni club nel quale il calciatore ha militato a partire dal 2003. Di conseguenza, ogni società creditrice sta inviando a chi di dovere le richieste dei premi medesimi.

Realtà che non hanno mai operato a livello giovanile potrebbero trovarsi a dover sborsare complessivamente cifre particolari. Però, è vero che in alcune situazioni rischiano di creare dissapori tra società. Il rischio è di una guerra tra poveri creata da un sistema che in parte non funziona. Sembra proprio che tutto questo, oltre ai relativi costi, venga soprattutto a rappresentare una nuova incombenza, un ulteriore aggravio organizzativo per le segreterie dei sodalizi già messe a dura prova dall'entrata in vigore della legge della Riforma dello sport. «La variazione delle Noif federali spiega Giuseppe Ruzza, il presidente della Figc veneta - è stata dovuta in seguito alla legge della Riforma dello sport. E' dunque lo Stato che ci ha imposto di cambiare il precedente regolamento. Tuttavia, mi preme dire che è stata scritta in senso mutualistico e rappresenta, dopo l'abolizione del vincolo, l'unica forma di tutela delle società stesse per vedersi riconosciuta l'attività di formazione dei giovani calciatori. Ricordo che sono stati gli stessi presidenti a dire, che senza vincolo non vi sarebbe stato più alcun interesse nello svolgere l'attività a livello giovanile. L'introduzione dei premi è stata una risposta a queste loro perplessità».