MONSELICE (PADOVA) - Sono circa 80 le comunità contattate in tutto il Veneto, e da tutte la stessa risposta: no. Il Comune fatica a trovare una collocazione per due dei tre fratellini che da cinque mesi tengono in apprensione la città con episodi di violenza indiscriminata e autolesionismo. I due minorenni sono ancora ricoverati nel reparto di neuropsichiatria infantile dell'ospedale di Padova, dal quale in più occasioni hanno tentato di allontanarsi. Per arginare i tentativi di fuga è stata attivata anche la vigilanza privata. Il terzo fratello, il più piccolo, è accolto in una comunità fuori provincia.

La ricerca di una struttura idonea si scontra con la complessità del quadro clinico dei ragazzini, segnati da traumi profondi maturati in un ambiente famigliare problematico e portatori di patologie che richiedono un'assistenza specialistica costante.

Nessuna delle strutture contattate, però, si è ritenuta disposta ad accoglierli. Una situazione che preoccupa gli operatori dei servizi sociali: i due minori non possono restare a tempo indefinito in un reparto ospedaliero, ma al momento non esiste un'alternativa concreta.

I tre fratelli, di origine nordafricana, si erano trasferiti nella città della Rocca nell'autunno del 2025. Il primo episodio allarmante risale al fine settimana del 15 novembre, quando i ragazzini avevano seminato il panico nella zona attorno alla loro abitazione con tre giorni di violenze. Il sabato avevano lanciato sassi contro le auto in sosta e le vetrine dei negozi. La domenica avevano preso di mira le vetture in transito e aggredito con calci e sputi i carabinieri intervenuti. Il culmine il lunedì, quando dal terrazzo dell'abitazione avevano scagliato verso i passanti coltelli da cucina, pentole, un bidone dell'immondizia e una bicicletta. I bambini, rimasti soli in casa senza supervisione, erano stati affidati alla madre.