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In Commissione Antimafia è stato audito il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca in relazione alle “anomali” dell’inchiesta mafia-appalti
Il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, è intervenuto in commissione Antimafia per un’audizione incentrata sulle “anomalie” dell'inchiesta mafia-appalti condotta nei primi anni '90 in più fasi dalla Procura di Palermo. Proprio ieri il magistrato ha depositato la richiesta di archiviazione del procedimento aperto a carico di ignoti sulle stragi del '92 che, che aveva l’obiettivo di cercare possibili connessioni tra gli attentati a Falcone e Borsellino e il dossier sulle infiltrazioni mafiose negli appalti.
“Nel procedimento 'mafia e appalti' le indagini non si sono fatte, e parlo in particolare del Gruppo Ferruzzi”, ha detto De Luca nel corso dell'audizione, aggiungendo che “Nel procedimento 'mafia appalti' vero e proprio l'informativa del ROS così come è arrivata, è stata archiviata. Non è stato fatta alcuna indagine”. Il punto, ha sottolineato, “non è che non sia stata richiesta alcuna misura cautelare, nei confronti di Antonino Buscemi e altri, perché secondo noi non vi era assolutamente la possibilità di richiedere una misura cautelare. Ma quello che si doveva fare era approfondire anzi iniziare le indagini sulla posizione di Buscemi e delle cointeressenze col gruppo Ferruzzi”. Già Giovanni Falcone, ha evidenziato De Luca, “si era reso conto dell'enorme valore investigativo. Nel procedimento 35-89/91 assegnato a Sciacchitano e Natoli invece le indagini si fanno, ma sono apparenti. Ecco perché abbiamo parlato di un'indagine apparente, quindi dalla mancanza totale di indagini si passa alle indagini apparenti”. Ma, soprattutto, De Luca ha affermato che esistono “concreti, plurimi e univoci elementi per dire che la gestione del procedimento mafia-appalti sia stata una sicura concausa della strage di Via D'Amelio e forse in misura leggermente minore di quella di Capaci”.








