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Nata con una cardiopatia congenita, secondo l’avvocato della famiglia l’eccessivo attendismo prima dell’intervento chirurgico le sarebbe costato la vita

Non c’è pace per l’ospedale Monaldi di Napoli al centro del caso di malasanità dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo al quale è stato effettuato un trapianto di cuore con il nuovo organo non idoneo perché rovinato dal ghiaccio secco. Il legale della famiglia Caliendo, l’avvocato Francesco Petruzzi, nelle ultime ore ha fatto emergere un caso avvenuto a ottobre 2025 con la morte di una bimba nata con una rara malformazione congenita.

Secondo quanto ricostruito dal legale sulle pagine de Il Mattino, i protagonisti in negativo della vicenda sarebbero sempre gli stessi finiti nell’occhio del ciclone dopo la morte del piccolo Domenico. “Si tratta di una bambina, deceduta al Monaldi 58 giorni prima dell’operazione di Domenico, nell'ottobre 2025. Anche in questo caso, ad effettuare l’intervento furono il primario Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni”, dichiara Petruzzi.