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Fino allo scorso Natale questo nosocomio era universalmente riconosciuto come un'eccellenza assoluta nel campo della cardiochirurgia
Quale genitore con un figlio in attesa di trapianto si rivolgerebbe oggi all'Ospedale Monaldi di Napoli nella speranza di ricevere un organo? Insieme alla catena di errori accaduti nella procedura chirurgica di impianto di un cuore al piccolo Domenico, è calata purtroppo anche un'ombra impietosa sulla professionalità, sulla sicurezza, sul prestigio e sulla dirigenza di uno dei più importanti ospedali del Mezzogiorno, specializzato nei trapianti pediatrici.
Fino allo scorso Natale questo nosocomio era universalmente riconosciuto come un'eccellenza assoluta nel campo della cardiochirurgia, e il suo Centro Trapianti, animato da un gruppo di professionisti di grande esperienza e con uno sterminato patrimonio di competenze, era motivo di orgoglio non solo per Napoli, ma per l'Italia intera. Dopo il tragico esito della vicenda del piccolo Domenico però, emerge un problema non di poco conto, ma immenso nei confronti del Monaldi, nel senso della credibilità, della affidabilità e della sicurezza, tutte qualità un tempo riconosciute come eccelse ed ora precipitate nelle sfiducia e sfregiate nella memoria della maggioranza degli italiani, una lettera scarlatta che gli rimarrà impressa sul petto per sempre.






