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Ore di audizione in caserma per l’ex fidanzato e i genitori di Pamela Genini, mentre proseguono le indagini sulla tomba violata. Il cadavere della 29enne era stato decapitato e la testa portata via

Una lunga giornata di accertamenti ha segnato un possibile punto di svolta nel caso della profanazione della tomba di Pamela Genini. Nel pomeriggio del 13 aprile, l’imprenditore ed ex fidanzato della Genini Francesco Dolci e i suoi genitori, sono stati convocati presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo, dove sono stati interrogati per diverse ore, fino a tarda sera. Non si è trattato di un interrogatorio con accuse formali, ma di audizioni come persone informate sui fatti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione ogni dettaglio utile a chiarire cosa sia accaduto nelle ore in cui qualcuno ha aperto la tomba della giovane e ha mutilato il cadavere, arrivando a decapitarlo e portando via la testa. Le dichiarazioni raccolte servono a colmare i vuoti di un’indagine ancora fitta di interrogativi e priva, al momento, di responsabili certi. Dolci, già noto nella vicenda per il suo legame con la vittima, aveva in passato riferito ai carabinieri elementi legati alla vita della ragazza, parlando anche di contesti complessi e controversi. Tuttavia, fino a questo momento, non aveva fornito indicazioni utili sull’episodio specifico della profanazione. La sua convocazione, insieme a quella dei familiari, suggerisce che negli ultimi giorni possano essere emersi nuovi elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti.