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Tisza punta sull’Occidente contro Putin, istituzioni più liberali e guerra ai corrotti

Le elezioni in Ungheria entreranno nelle storia per essere il primo caso di tornata elettorale in cui la sinistra gioisce per la vittoria del centrodestra. L'odio nei confronti di Orbàn insieme alla volontà di attaccare Giorgia Meloni finiscono per giocare brutti scherzi al punto da esaltare un leader di centrodestra come Peter Magyar. Qualche dubbio alla sinistra italiana sarebbe dovuto sorgere dalla collocazione politica del partito di Magyar Tisza nel Ppe e, se non fosse bastato, avrebbero potuto approfondire il passato politico di Magyar per vent'anni nel partito di Orbàn e sposato con Judit Varga, l'ex ministro alla Giustizia del governo Orbàn. Eppure nessuno nella nostra sinistra sembra averlo fatto (superficialità o cattiva fede?) né tantomeno aver letto il suo programma o ascoltato le sue posizioni espresse nei dibattiti a cui ha partecipato in questi mesi. Dovendo sintetizzare il voto ungherese si potrebbe dire che ha perso una destra sovranista e post-liberale e ha vinto una forza di centrodestra che nel contesto ungherese è però più a destra della destra Italiana con tanti punti in comune con Fidesz.