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Una polemica fuori luogo quella del Presidente Usa che gli ha messo contro in casa gli elettori cattolici, a cominciare dai latinos, che contribuirono a portarlo alla Casa Bianca

Se c'è un'immagine che Donald Trump si è appiccicato addosso negli ultimi tre giorni è quella dell'impotenza. Impotenza di fronte al cul-de-sac in cui la sua politica lo ha ficcato. Il presidente Usa, più o meno come Putin in Ucraina, non sa come concludere la guerra con l'Iran: l'ultima invenzione - o boutade - per piegare Teheran è il blocco navale della marina USA sullo stretto di Hormuz. Una risposta al blocco messo in pratica dagli iraniani: per cui siamo "al blocco del blocco". Ci sarebbe da ridere se non ci trovassimo di fronte alla crisi energetica più drammatica degli ultimi trent'anni. Ancora. The Donald ha sponsorizzato Orbán nelle elezioni ungheresi (anche qui in compagnia di Putin) inviando sul posto a fare campagna elettorale (scelta surreale) addirittura il suo vice Vance. Risultato: l'endorsement trumpiano è stato subissato da una valanga di voti che possono permettere al nuovo premier ungherese di cambiare la Costituzione illiberale (e sovranista) del suo predecessore.