VILLORBA - Arrestato dopo aver dato fuoco per vendetta a un deposito e aver danneggiato con una spranga i mezzi dell'azienda che lo aveva licenziato per giusta causa - la Trevihouse di Villorba - è tornato in libertà senza l'applicazione di alcuna misura cautelare. Succede al processo per direttissima di ieri pomeriggio, con Lirim Zamai, kosovaro di 25 anni residente a Istrana, al banco degli imputati.
L'arresto non è stato convalidato perché tra gli elementi raccolti dai carabinieri domenica pomeriggio non c'è quello necessario per dimostrare la flagranza: nella pratica, il 25enne durante la perquisizione non aveva più nelle tasche gli accendini utilizzati per dare fuoco al capanno.
I fratelli Begaj, titolari della Trevihouse, si dicono indignati per quanto accaduto, raccontando la storia fin dall'assunzione del giovane e dichiarandosi vittime del suo atteggiamento violento e vendicativo. Rappresentati dall'avvocato Carlo Danieli, del foro di Treviso, ieri si sono presentati in aula con l'obiettivo di costituirsi parte civile. Ma hanno visto uscire Zamai qualche minuto dopo di loro, in libertà.
«Siamo basiti della decisione del Tribunale - argomenta il legale - Non si è tenuto conto della spranga che il soggetto aveva con sé. Aveva già minacciato i titolari qualche giorno prima. Ora potrebbe ripresentarsi in azienda».







