TREVISO - «Al giudice non è bastato che fosse stato filmato dalle telecamere per farlo arrestare. Sembra una barzelletta. Non è una bella situazione dover stare sempre attento tutto il giorno, anche al lavoro, perché non sai mai se quello ti può inseguire o cosa ti può fare. Basti pensare che ieri (venerdì, ndr) alle 20, prima di schiantarsi con l'auto in piazza dei Signori, quell'uomo era andato davanti alla nostra azienda, sempre con l'auto di suo padre. Eppure non gli fanno niente. I carabinieri lo arrestano ma poi viene rilasciato. Se non fosse stato liberato non avrebbe fatto quello che ha fatto ieri in piazza dei Signori, dove poteva scapparci il morto».
È tanta la rabbia dei titolari della Trevihouse di Villorba, gestita dai fratelli Orgest e Bledi Begaj, di fronte alla notizia dell'ennesima scorribanda del 25enne kosovaro di Istrana che venerdì sera si è schiantato con l'Audi di suo padre in piazza dei Signori, distruggendo una fioriera. Ma è stato solo l'ultimo in ordine di tempo degli episodi che hanno visto protagonista il 25enne: solo domenica scorsa aveva dato fuoco a un capanno della Trevihouse, azienda dove lavorava. Un atto di vendetta dopo che era stato licenziato per giusta causa. «Lo avevamo assunto per dargli una mano ai primi di marzo e lo abbiamo comunque pagato fino all'ultimo anche dopo quello che ha fatto» precisano i titolari, che non sono affatto sorpresi che il 25enne kosovaro sia tornato a colpire. Ma di certo sono arrabbiati nel vederlo ancora libero.






