Una bara bianca, corone di fiori e un immenso dolore.
Una maglia blu del Bingo di Cercola, dove il giovane lavorava, ed un'altra maglia, bianca, dell'A.S.D.
'Barone Calcio' con il numero 7 e il nome Ascione.
Lo stesso numero che verrà ricordato come il giorno del suo assassinio.
Nella chiesa di San Pietro e Paolo, nella zona est di Napoli, sono centinaia le persone che sono accorse al funerale del giovane Fabio Ascione, vittima innocente, ucciso a soli 20 anni da un colpo di pistola al torace all'alba del 7 aprile a Ponticelli. Una chiesa gremita di una comunità distrutta dal peso del dolore e dell'ingiustizia di una vita spezzata ingiustamente mentre tornava a casa dopo una notte di lavoro al bingo.







