Le magliette bianche con il logo dell'Avis stampato sul petto. I visi stretti in una morsa di dolore. Tra le mani uno striscione, dal fondo azzurro su cui ci sono tre cuori che si intersecano fra loro con il volto dei tre amici che hanno intrecciato le loro vite grazie alla solidarietà e alla passione per la bici. E poi una scritta: "Tre vite spezzate. Il nostro silenzio grida giustizia". Sono i volontari dell'Avis di Andria che questa mattina – venerdì 8 agosto – hanno abbracciato per l'ultima volta, Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un'auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi (Bari).
Strage dei tre ciclisti, parla l’automobilista: “Sono dilaniato per il dolore che ho provocato”
di Benedetta De Falco
04 Agosto 2025
Le loro famiglie hanno scelto di far celebrare un funerale unico, nella cattedrale della città che è stata interdetta a telecamere, macchine fotografiche e taccuini. Nell’omelia, don Mimmo Basile, vicario generale del vescovo di Andria, ha ricordato che "Sandro, Vincenzo e Antonio hanno saputo amare e sono stati amati, nella loro esistenza quotidiana, negli affetti familiari, nel loro lavoro, nella trama delle relazioni con gli altri".









