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Nel 2024 alla giovane era stato diagnosticato un tumore al cervello. Gli ultimi anni di vita dedicati allo studio e la morte prematura lo scorso 9 aprile
Aveva trasformato la malattia che l'aveva colpita nella materia di studio della sua tesi di laurea, perseguendo un unico obiettivo: lasciare in eredità alla comunità scientifica un contributo significativo per la ricerca sul glioblastoma, un tumore cerebrale maligno. Oggi quell'elaborato rappresenta una testimonianza di inestimabile valore umano per i familiari e i colleghi di Sveva Francesca Cicala, la ricercatrice napoletana di 29 anni morta prematuramente lo scorso 9 aprile. “Sveva è unica, insuperabile, ineguagliabile in tutto”, scrivono sui social gli amici all’indomani del suo funerale, che si è tenuto domenica mattina nella chiesa di San Carlo alle Mortelle a Napoli. Alle esequie hanno partecipato decine di persone: “Era un angelo, non era per questo mondo”, ricorda chi l’ha conosciuta.






