Il golden power su Pirelli è «discriminatorio» e Marco Polo International Italy, veicolo attraverso cui China National Tire & Rubber Corporation detiene il 34,1% del gruppo, valuta azioni legali. Il governo italiano è intervenuto ancora una volta, la scorsa settimana, per limitare l’influenza del socio cinese e per evitare lo stop degli Usa ai pneumatici intelligenti Cyber Tyre.
Il pressing a ridurre la quota è evidente, se Cnrc non scenderà sotto il 10% potrà avere comunque solo tre rappresentanti in cda (su 15), di cui due dovranno essere indipendenti, e senza la possibilità di rivestire cariche apicali quali presidente o amministratore delegato. «Le restrizioni amministrative previste dal decreto ledono i legittimi diritti e interessi che gli spettano in qualità di azionista ai sensi del diritto societario italiano e dello statuto di Pirelli. Sono discriminatorie e avranno inevitabilmente un impatto negativo sul clima degli investimenti in Italia», dicono i cinesi.
Impedito di esercitare attività di direzione e coordinamento
Il nuovo golden power prevede, tra l’altro, che eventuali trasferimenti di azioni dei cinesi per ridurre la loro partecipazione non potranno avvenire in favore di soggetti collegati, controllati o controllanti né tanto meno della State-owned Assets Supervision and Administration Commission of the State Council (Sasac) di Pechino.












