ROMA. Il governo italiano blinda Pirelli dall’assalto cinese. Palazzo Chigi ha emanato il nuovo decreto Golden Power per proteggere l’azienda italiana e le sue tecnologie, in particolare il Cyber Tyre (il sistema basato su pneumatici sensorizzati che raccoglie dati vitali e li comunica in tempo reale all’auto). Per limitarne l’influenza, il Consiglio dei ministri ha imposto al socio cinese Cnrc la presentazione di una lista per il rinnovo del consiglio d’amministrazione - composto da 15 membri in totale - limitata a soli 3 amministratori, di cui due indipendenti. Il tutto senza la possibilità di rivestire cariche apicali come quella di presidente o amministratore delegato.

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Le porte sbarrate da parte dell’Italia a Sinochem, che ha il 34% della compagine azionaria di Pirelli, arrivano dopo mesi di un braccio di ferro con l’altro grande azionista, la Camfin del vice presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera. La decisione, approvata dal Cdm di giovedì e notificata alle parti venerdì, «rientra nell'applicazione dei poteri speciali del Golden power per tutelare asset strategici e garantire a Pirelli l’accesso al mercato statunitense». Proprio quello che aveva auspicato, nei giorni scorsi, il ceo di Pirelli, Andrea Casaluci, sottolineando di essere «fiducioso che la situazione si risolverà» e che «il governo italiano farà le cose giuste per tutelare l’impresa». Negli Stati Uniti è entrata in vigore la nuova norma che permetterà la mappatura delle società con azionisti cinesi rilevanti: un primo passaggio che nei prossimi mesi porterà i produttori auto a decidere quali fornitori scegliere. E, di conseguenza, quali tecnologie adottare in vista dei modelli del 2027 che, dal prossimo anno, dovranno ricevere l’autorizzazione per essere introdotti negli Usa. L’Italia ha stabilito una prima serie di prescrizioni nel giugno 2023 per limitare l’influenza di Sinochem su Pirelli e quelle restrizioni rimarranno in vigore.