La Russia accusa il colpo, e a confermarlo è il primo commento, di Kirill Dmitriev.

La vittoria di Peter Magyar nelle elezioni ungheresi "non farà altro che accelerare il collasso dell'Ue, verificate se ho ragione tra quattro mesi", scrive in un commento su X il consigliere di Vladimir Putin per gli investimenti esteri e negoziatore con gli Usa.

Nelle dichiarazioni ufficiali, però, prevale la prudenza.

"L'Ungheria ha fatto la sua scelta. Noi rispettiamo questa scelta", afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, auspicando che anche sotto la guida della nuova leadership a Budapest "continuino i contatti altamente pragmatici tra i due Paesi".

Mosca, dunque, non vuole manifestare alcun rimpianto per Viktor Orban, il leader europeo che più di ogni altro ha cercato di riannodare il dialogo con il Cremlino e per questo è stato accusato dai vertici europei di essere amico di Putin si è scontrato frontalmente con la leadership ucraina, arrivando a bloccare l'erogazione del finanziamento da 90 miliardi di euro deciso al vertice Ue del dicembre scorso. La motivazione del governo Orban è che Kiev impedisce la ripresa del flusso di petrolio russo verso l'Ungheria ritardando le riparazioni dell'oleodotto Druzhba, danneggiato nel tratto che corre sul territorio ucraino. Meglio "avere pazienza e vedere" in cosa la politica estera di Magyar si differenzierà da quella del suo predecessore, ha detto Peskov. E comunque, ha aggiunto il portavoce di Putin, è "improbabile che le elezioni ungheresi possano influire sulla situazione relativa al conflitto tra Russia e Ucraina".