Non bastava l’incubo dei voli sempre più cari e le turbolenze geopolitiche legate all’aumento del costo del carburante. Da qualche giorno, per chi si appresta a prendere unaereo in Europa — in particolar modo verso il Regno Unito e altre destinazioni extra-UE — si è materializzato un nuovo, angosciante ostacolo: l’Entry/Exit System (EES). E le conseguenze della sua applicazione hanno trasformato domenica 12 aprile l’aeroporto di Milano Linate in un girone dantesco. Tra file interminabili che si snodavano per centinaia di metri e impianti di aerazione insufficienti, la situazione è rapidamente degenerata: decine di viaggiatori hanno accusato gravi malori, tra cui svenimenti e attacchi di vomito dovuti al caldo asfissiante e allo stress dell’attesa bloccati in coda per oltre tre ore.

Il volo EasyJet decollato vuoto: “Siamo sfiniti e delusi”

L’episodio più clamoroso si è consumato al gate del volo EasyJet EJU5420 diretto a Manchester e previsto per le 11:00. Dei 156 passeggeri originariamente prenotati, soltanto 34 sono riusciti a superare in tempo l’imbuto dei controlli passaporti. Gli altri 121 sono rimasti bloccati al di qua delle barriere di frontiera, impotenti di fronte all’aereo che si staccava dalla pista. Le testimonianze raccolte dai media britannici e dall’agenzia Askanews raccontano di rabbia e rassegnazione. “Siamo arrivati qui alle 7:30 del mattino per il nostro volo delle 11:00”, ha raccontato una ragazza al Daily Mail. “Quando siamo arrivati al controllo dei passaporti c’era una fila lunghissima. Non mi sentivo bene, credo di aver avuto anche un’intossicazione alimentare”.