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Oggi sarà in Algeria, terra di Sant'Agostino. Lo spettro del terrorismo islamico e quel viaggio di Leone nel 2004
"Ho dovuto rinunciare a molte cose, ma non rinuncio a essere agostiniano". Leone XIV lo aveva detto poco dopo l'elezione e lo conferma partendo dall'Algeria per il suo terzo viaggio apostolico. Non è un Paese come gli altri, ma è la terra del "suo" sant'Agostino. Spesso si dimentica, come ricordato dall'ex direttore dell'Osservatore Romano Giovanni Maria Vian nel suo recente Le vie delle Bibbie, che il più geniale scrittore cristiano della storia era africano.
Oggi il Papa atterrerà ad Algeri e tra gli appuntamenti della prima giornata ci sarà una visita al centro d'accoglienza delle suore agostiniane missionarie a Bab El Oued. Un quartiere dell'hinterland macchiato dal sangue della persecuzione dei cristiani perché qui, nel 1994, due suore infermiere vennero uccise davanti ad una cappella poco dopo aver lasciato scritto: "Se ci uccideranno, non saremo uccise come persone, ma come Chiesa". In questo Paese dove il 99% della popolazione locale è di fede musulmana, lo spettro del terrorismo islamico non si è estinto del tutto con la fine della guerra civile nel 1996. Quelli furono gli anni peggiori che costarono la vita a 19 religiosi cristiani poi beatificati nel 2018, tra cui una suora omonima del Papa: suor Odette Prevost.








