Altro presunto "cecchino del weekend" indagato, altro interrogatorio negli uffici della procura di Milano. Dopo Giuseppe V., 80 anni, autotrasportatore in pensione di Pordenone, davanti al procuratore Marcello Viola, al sostituto Alessandro Gobbis e ai carabinieri del Ros di Milano è la volta di Lucio C., 65 anni, genovese di origine e oggi residente in piccolo comune dell’Alessandrino al confine con la Liguria.

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Anche lui è accusato di concorso in omicidio continuato e aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti perché avrebbe sparato contro i civili inermi durante l’assedio di Sarajevo dalle alture intorno alla capitale bosniaca al fianco delle truppe serbo-croate. «Io ci sono stato a fare il cecchino, il safari, diciamo. Sì, ho combattuto lì», ha ammesso il cacciatore, che per anni ha lavorato come cancelliere in un ufficio giudiziario della Liguria, con in un’intervista con Il Fatto Quotidiano e la Tgr Piemonte. Ma con una precisazione: «Sì, c’era gente che sparava proprio pagando, ma quelli erano “weekendisti” – ha spiegato –. Io invece mi sono aggregato a una formazione paramilitare serba».