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13 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 13:04

Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, interrogato dai pm di Milano, il 64enne della provincia di Alessandria che nei giorni scorsi ha ricevuto un invito a comparire nell’inchiesta sul caso dei cosiddetti “cecchini del weekend”, accusati di aver pagato per andare ad uccidere, anche donne, anziani e bambini, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il ’92 e il ’95. La sua avvocata Licia Sardo ha spiegato, però, ai cronisti che ha depositato una breve memoria. E sempre la legale ha chiarito pure che ciò che ha detto l’uomo nelle interviste “era semplicemente un millantare racconti che aveva appreso da gente che effettivamente è andata là”. In sostanza, secondo la difesa, lui non andò mai a combattere in Bosnia con formazioni paramilitari serbe, come invece aveva riferito nelle interviste (“non ha fatto nemmeno il servizio militare”, ha detto la legale), ma avrebbe saputo dai racconti di suoi conoscenti e amici di quei viaggi dell’orrore verso la capitale bosniaca.

È chiaro, ha proseguito l’avvocata, “che quelle persone non andavano là, anche chi ci è andato, ad ammazzare donne e bambini, né pagavano per andare, si auto-pagavano il viaggio quello sì, perché dei suoi amici ci sono andati, i suoi conoscenti lo hanno raccontato”. Tuttavia, “da lì a dire che era come andare alla caccia alla tigre, ‘pago 10mila euro per la testa di un civile’, ce ne corre”. E ai cronisti che hanno chiesto più volte se è vero che, come ha raccontato ai media, ha combattuto in formazioni paramilitari serbe, il difensore ha risposto: “Ha raccontato cose che gli sono state raccontate, perché lui non ha potuto fare neanche il servizio militare, perché non era abile. Gli è sempre piaciuta l’idea – ha aggiunto – lui avrebbe voluto entrare nelle forze speciali, era appassionato di queste cose e nelle scuole di tiro con amici parlavano di questo e lui ha fatto sue delle storie che era meglio dimenticare. È vero che frequentava ambienti della destra, ma non è mai andato là, ha solo millantato e raccontato cose non sue, perché non poteva farle, e si è fregiato, anche se c’era poco da fregiarsi, di cose non sue, e ha raccontato cose come se le avesse vissute lui”.