Un ex dipendente pubblico piemontese, oggi tra i 65 e i 70 anni, sarebbe stato i “cecchini del fine settimana” di Sarajevo. Appassionato di armi e cacciatore di selvaggina di grossa taglia, l’uomo si sarebbe vantato in contesti conviviali tra cacciatori di essere stato attivo sulle colline intorno a Sarajevo durante l’assedio della città.
Cecchini a Sarajevo, la procura di Milano pronta a convocare il volontario che vide i “safari umani”
14 Febbraio 2026
Secondo quanto riportato da più testimoni, il suo “bersaglio preferito” erano le donne, indicate con frasi cariche di disprezzo, oltre a bambini e uomini. Il racconto, pubblicato da "Il Fatto Quotidiano”, descrive un uomo apertamente misogino, incline a esibire la propria passione per la caccia e le armi anche in contesti sociali. Se confermate, le sue dichiarazioni offrirebbero uno spaccato inquietante sulla partecipazione di volontari stranieri ai cosiddetti “cecchini del fine settimana”, che trasformavano il conflitto bosniaco in un terreno di sfogo per pulsioni violente e pregiudizi di genere.
Al momento, non risultano procedimenti penali aperti a suo carico. Il fascicolo della procura di Milano riguarda un altro uomo, un ottantenne ex camionista di Pordenone, già interrogato per omicidio volontario aggravato da motivi abietti. Il piemontese resta per ora al centro dei racconti dei testimoni.








