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Ultimo aggiornamento: 8:05
Lo dice ancora una volta la scienza, lo confermano i dati e lo ribadisce un imponente studio epidemiologico condotto in Ontario (Canada): non c’è alcuna correlazione tra la vaccinazione anti-Covid e il presunto rischio di morte cardiaca improvvisa. La narrazione no vax che ha alimentato per anni il timore di una “strage silenziosa” tra i giovani sani viene definitivamente smontata dalla ricerca condotta dall’Università di Toronto e pubblicata sulla prestigiosa rivista PLOS Medicine.
Non parliamo di stime, ma di un’analisi che ha coinvolto oltre 6,7 milioni di persone tra i 12 e i 50 anni. I ricercatori hanno setacciato 4.912 casi di morte improvvisa avvenuti tra il 2019 e il 2022, incrociando i dati vaccinali (dalla prima alla terza dose) con i registri di decesso e i verbali dei medici legali. Il risultato è una linea piatta: non è stata rilevata alcuna impennata di casi nei periodi di maggiore esposizione (1-4 settimane dopo l’iniezione).
“Per anni si è insinuato il dubbio che i vaccini anti-Covid potessero nascondere un rischio di morte improvvisa nei giovani sani”, spiega Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie Infettive presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Questo studio, che si inserisce in un quadro di altre evidenze che andavano nella medesima direzione, ci dice una cosa molto netta: non è così. Lo dice – continua – con la forza di un campione enorme. I numeri non supportano la narrazione di un’ondata di morti: è un assunto assolutamente falso”.






