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Ultimo aggiornamento: 8:01

di Valentina Arcovio

Si rafforzano le evidenze secondo cui i bambini hanno tratto maggiori benefici dalla vaccinazione contro il Covid-19 piuttosto che dalla sua infezione durante la pandemia. Il più grande studio mai condotto sull’argomento, che ha coinvolto quasi 14 milioni di bambini e ragazzi, ha rilevato che il rischio di gravi – ma molto rari – effetti collaterali a carico del cuore e dei vasi sanguigni è molto più elevato dopo l’infezione che dopo la vaccinazione. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori delle Università di Cambridge ed Edimburgo e dell’University College di Londra.

I risultati, pubblicati sulla rivista The Lancet Child and Adolescent Health (qui il link), mostrano che tra bambini e ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, nei sei mesi successivi alla prima infezione da SARS-CoV-2, si sono verificati oltre 17 casi in più ogni 100mila di patologie infiammatorie come la malattia di Kawasaki rispetto ad altri periodi. Tra coloro che hanno ricevuto per la prima volta il vaccino a mRNA di Pfizer/BioNTech, invece, i casi ogni 100mila sono stati quasi due in meno. Per quanto riguarda invece l’infiammazione del muscolo cardiaco, nota come miocardite, nei sei mesi successivi all’infezione si sono verificati oltre due casi in più ogni 100mila bambini; tra i vaccinati, meno di un caso in più. In altre parole, il rischio di miocardite dopo l’infezione è risultato più del doppio rispetto a quello successivo alla vaccinazione.