Nell'agosto 2022, a poche settimane dalle elezioni politiche in Italia, il colosso americano Meta "raccoglieva e trattava dati degli utenti italiani legati alle interazioni con contenuti elettorali".

Una volta venuta a galla la vicenda, membri del Garante della Privacy "si adoperarono per sventare una mega-multa che avrebbe anche portato alla luce un sistema surrettizio di influenza sul voto". È quanto si legge su Il Fatto Quotidiano, che anticipa i contenuti della nuova inchiesta di Report in onda stasera.

Secondo l'inchiesta, "oltre 6 milioni e mezzo di utenti vengono coinvolti vengono coinvolti, attraverso la funzione EDI (Election Day Information) su Facebook e Instagram, e i loro dati vengono raccolti, conservati e aggregati". Di fronte a questa attività, il dipartimento tecnico del Garante chiede un blocco urgente, ma "i membri del collegio Guido Scorza e Agostino Ghiglia frenano, chiedendo di attendere le autorità europee". A metà 2023 - prosegue il quotidiano - si ripropone il problema con le elezioni regionali e i tecnici riescono a far emanare un provvedimento d'urgenza che impedisce a Meta di condividere i dati con terzi. E propongono una multa da 75 milioni, ma, nonostante la multa venga abbassata a 25 milioni, sia Scorza che Ghiglia votano contro il provvedimento.