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8 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:42
L’Autorità Garante della Privacy rischia di diventare garante soprattutto della propria privacy. All’annuncio di una nuova puntata dell’inchiesta di Report l’Authority chiede che il servizio non venga mandato in onda e nel frattempo avverte già da ora che la trasmissione – di cui è stato anticipato solo un breve stralcio al momento – sarà sottoposta a “ogni opportuna valutazione in ordine alle iniziative da assumere nelle sedi competenti”. La nuova puntata di Report ha come oggetto una vicenda che riguarda Meta – il gigante della tecnologia proprietario tra le altre cose di Facebook, Instagram e Whatsapp – e una maxi-multa per il primo modello di smart glasses, accusato di violare la privacy non solo degli utenti ma anche delle persone riprese. Il garante mette nero su bianco in una nota che l’inchiesta è “destituita di ogni fondamento, frutto o di una scarsa conoscenza della disciplina della materia o, peggio, di mala fede“.
Secondo l’inchiesta, come racconta in un’anticipazione lo stesso Report sui suoi canali social, i dipartimenti del Garante avevano proposto una sanzione da 44 milioni di euro, ma il collegio non era d’accordo. Dopo un primo ridimensionamento a 17 milioni, il giorno successivo a un incontro tra Agostino Ghiglia, componente dell’Autorità in quota Fratelli d’Italia, e Angelo Mazzetti, responsabile delle relazioni istituzionali di Meta in Italia, la multa sarebbe stata ulteriormente abbassata a 12 milioni e mezzo di euro: uno sconto di oltre 32 milioni.














