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L'Iran insiste perché le trattative non siano influenzate dalla linea di Netanyahu Martedì a Washington i colloqui per la pace in Libano, dove i morti sono oltre 2mila

Quattro sedili vuoti e quattro zainetti poggiati sulle poltrone, accompagnati ciascuno da un fiore bianco e dalle fotografie di altrettanti bambini e di alcuni oggetti sporchi del loro sangue. Mohammad Ghalibaf, capo della delegazione che per conto dell'Iran guida le trattative di pace con gli Stati Uniti in Pakistan, descrive quei piccoli come i suoi "compagni di volo" nell'immagine postata su X che lo ritrae a bordo dell'aereo diretto a Islamabad. L'hashtag #Minab168 fa riferimento alle 168 vittime del bombardamento del 28 febbraio, primo giorno di guerra, quando una scuola elementare è stata colpita da un missile. Un'inchiesta militare degli Stati Uniti, di cui il New York Times ha riferito i contenuti, ha stabilito che si sia trattato di un errore di mira di un Tomahawk americano. Ma le immagini dei bimbi uccisi vengono esibite dalla delegazione iraniana come "chiaro documento del crimine di guerra degli americani". Un modo per sottolineare le responsabilità di quello che Teheran chiama da sempre "il grande Satana", mentre gli occhi della Repubblica islamica sono puntati inevitabilmente anche su Israele e il Libano.