Se n’è andato a 87 anni il poeta Nanni Cagnone. Ligure, viveva a Bomarzo con la moglie Sandra Holt. Nel 2019 la giuria popolare del Premio Napoli lo elesse vincitore della sezione poesia con Le cose innegabili (Avagliano). Vinse per un pugno di voti, forse quelli dei lettori del carcere di Secondigliano, che incontrò da pari a pari, raccontando l’esperienza di reclusione in manicomio che aveva sofferto da giovane.
Temperamento ombroso, incline allo sdegno per lo stato delle patrie lettere, coltivava tuttavia l’amicizia, in una maniera tutta sua, che lo portava a legarsi con uguale forza agli intelligenti e agli spiriti semplici. Lo testimoniano i versi privati che leggiamo di seguito, spediti nel settembre 2019 a “tribù di genti dal fiero sorriso” sparse in due continenti.
Alla sontuosa amicizia
Chi ci ripaga?
Scuoti la mente, percuoti






