Nel giochino delle diverse verità spiattellate, ognuna differente dall’altra e con vincitori e vinti cangianti a seconda dei punti di vista e delle campane, rischia di perderci solo la Roma, ancora aggrappata al treno per una Champions disertata continuamente dal 2019. Nella notte del tris rifilato da Malen al malinconico Pisa fanalino di coda in classifica, ormai travolto al suo destino da sicura retrocessione, il momentaneo aggancio alla Juve e avvicinamento al Como vengono offuscati dal botta e risposta, a distanza anche temporale, tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Panni sporchi stesi pubblicamente dalle due comari giallorosse, con tutti gli annessi e i connessi, in mondovisione. Per la prima volta, dopo i due meeting privati (alla presenza, diretta e indiretta, dei Friedkin e del ds Massara) nel mezzo del mercato di gennaio e dopo lo sfratto dall’Europa League col Bologna, sotto gli occhi di tifosi, giocatori, addetti ai lavori e curiosi. L’attacco di Ranieri Al Gasp furente e con certe idee per la costruzione della Roma che verrà, foraggiata anche dall’opera di propaganda per un impiego da ds futuro di Cristiano Giuntoli, ha replicato non proprio con toni diplomatici Ranieri, senior advisor della proprietà e tra coloro che hanno partecipato al lungo processo decisionale per portare l’architetto dell’Atalanta delle meraviglie in giallorosso con un contratto triennale da oltre 5 milioni netti più bonus a stagione. «Io in estate avevo scelto 5-6 allenatori - il racconto del tre volte allenatore della Roma e ora consulente strategico della proprietà - ma tre di loro non sono venuti. La società, quindi, ha scelto Gasperini per quello che aveva fatto all'Atalanta: partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Non c’è stato un solo giocatore preso senza la sua approvazione. Anche Ziolkowski, Venturino e Zaragoza. Potevamo anche prendere Rowe, ma lui ha preferito di no. Troppo facile dire che vanno bene solo Malen e Wesley, avevamo scelto anche Ferguson e si è perso del tempo dietro Sancho che poi non è voluto venire. Alcuni giocatori non piacevano all'allenatore e non li abbiamo presi». Ranieri rincara la dose, incurante di ogni possibile ripercussione e conseguenza futura: «Abbiamo cercato di dare all'allenatore una squadra che lo scorso anno è arrivata a un punto dalla Champions e dei giovani da far maturare. Se mi piacerà continuare in questo ruolo continuerò, altrimenti non lo so. I bilanci si faranno al termine della stagione. Non sto a fare il garante di nessuno, io amo la Roma. Se non mi interpelleranno ,me ne andrò. Come mi sono fatto da parte da allenatore, posso farlo anche da senior advisor». Fine delle trasmissioni ranieriane in difesa dell’operato del ds Massara, di alcuni membri dello staff medico e di un bel po’ di investimenti sostenuti dai proprietari Friedkin. La replica di Gasperini Più diplomatico, dopo il 3-0 inflitto al Pisa da Malen (10 gol in campionato nel 2026), Gasperini. «Nessuno screzio con Ranieri - la precisazione, anche per non far prudere le orecchie ai piani alti societari, dell'allenatore - ci vedremo la prossima settimana. Ma meglio non tirare in ballo l’Atalanta, squadra che da subito con i giovani e i meno giovani si è rivelata forte e competitiva. Cosa penso delle dichiarazioni di Claudio? Non commento, io sono felice per il risultato e che a sei giornate dal termine la Roma è ancora in lotta per la Champions». Col passare dei minuti, però, anche Gasperini si fa prendere la mano: «Sul mercato ho lasciato libera scelta alla società sui nomi che non conoscevo. Dei due calciatori che ho chiesto ne è arrivato solo uno in estate (Wesley, ndr). Poi ho chiesto di lavorare sugli attaccanti visto che abbiamo perso Shomurodov e Saelemaekers. Tre allenatori contattati prima di me? Sono cose normali nelle società. E sul mercato io ho sempre indicato i ruoli, saltuariamente i nomi. Quello di Malen, su mia segnalazione, è stato un colpo di fortuna» Il futuro Avanti così, cercando un compromesso pubblico e evitando scossoni, nelle prossime sei settimane: la Roma è ancora in lizza, con Juve, Como e Atalanta, per un seggio nella prossima Champions. A fine stagione la proprietà, sulla base dei risultati, delle relazioni e dei rapporti interni, tirerà una riga. Non impossibile che, dopo una sola stagione di convivenza, almeno uno dei tre membri della triade Ranieri-Massara-Gasperini possa scendere dalla nave romanista. I silenziosi Friedkin, in realtà, contano ancora di trattenere tutti e tre a bordo. Ma lo spettacolino di ieri sera, non proprio edificante a livello di immagine, non sembra condurre nella direzione del tutti ancora insieme appassionatamente.