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Ultimo aggiornamento: 10:53

Verrebbe da dire: ‘Ironia della sorte’. La Roma che vince a Lecce lo fa con i gol delle sue due punte, Ferguson e Dovbyk. Due giocatori su cui Gasperini ha elegantemente sospeso il giudizio (per il primo) o emesso sentenza di bocciatura quasi inappellabile (per il secondo). E l’ironia ancora più forte è che non basta una vittoria, non bastano i tre punti, per rasserenare gli animi all’interno di una Roma che sta rinnovando con successo le sue ambizioni. No. Quei tre punti non celano un malessere dell’allenatore sempre più evidente e marcato nei confronti della direzione sportiva, cioè di quel Frederic Massara che Dovbyk non è riuscito a vendere a fine agosto e che ha portato in giallorosso Ferguson. E che soprattutto, adesso, non è riuscito a portare subito gli attaccanti richiesti dal suo allenatore (Raspadori e Zirkzee). Non senza giustificazioni di sorta, anche molto calzanti. Ma tant’è. La Roma vince, Gasperini non parla. E si apre il caso.

La scelta dell’allenatore di non presentarsi ai microfoni del Via del Mare è stata la conferma di una situazione molto tesa all’interno del club. A Gasperini la conduzione di questo calciomercato non sta piacendo: non piace come per Raspadori non si sia riusciti a trovare subito un accordo (e l’attaccante ora potrebbe anche restare a Madrid), non piace come l’attendismo per Zirkzee, chiesto dallo United, possa portare a una clamorosa permanenza dell’olandese in Inghilterra, a causa del cambio allenatore. Gasperini voleva due giocatori importanti, non delle scommesse, per il reparto. Ma difficilmente potrà averli a breve.