In una serata sentimentale ma non troppo, Gasperini ha vissuto un autentico amar(cord). Si è preso l’affetto di tre quarti dello stadio dell’Atalanta, teatro dei suoi 9 anni di successi, però è stato tradito dalla Roma, sconfitta in una partita piena di pasticci nel primo tempo, che la ripresa non ha potuto raddrizzare, e agganciata al quarto posto in classifica dalla Juventus, malgrado la frenata col Lecce.

Striscioni non tutti d’amore

L’altalena emotiva del demiurgo della squadra dei grandi trionfi europei era cominciata con gli attestati d’amore di tifosi e giocatori venerdì sera nel ritiro romanista ed è proseguita sul campo. Formidabili quegli anni, ha sentenziato al 25’ del primo tempo la curva Pisani, cuore del tifo atalantino, ringraziando con trasporto Gasperini. Il coro personalizzato e i tre striscioni tazebao hanno trascinato il resto del pubblico all’applauso, cancellando quello esposto qualche minuto prima nella curva dirimpetto da altri ultrà, delusi dal finale della storia.

La partita

Mentre l’insolito ping pong teneva la scena, però, c’era anche il duello sul prato, iniziato subito male per una Roma distratta, al di là delle assenze di Ndicka, Pellegrini, El Aynaoui e in principio anche dell’acciaccato Wesley. L’Atalanta, sprovvista a sua volta di Lookman e Kossounou impegnati in Coppa d’Africa, è scampata a una sventatezza di Ederson, che ha passato il pallone a Dybala poco reattivo nello sfruttare il regalo come del resto Ferguson capace di garantire il doppio salvataggio a Carnesecchi e Djimsiti. Ma presto il gioco verticale chiesto da Palladino per la rincorsa ai posti per l’Europa ha dato i suoi frutti, col gol su corner del redivivo Scalvini, uno dei 5 italiani schierati in partenza dall’Atalanta, favorito dall’uscita sbagliata da Svilar: il Var ha certificato che di errore del portiere si trattava e non di carica. Per Gasp un errore: “Decisione inspiegabile, c’erano due falli”.