Undici anni dopo. Si comincia a demolire Palazzo Fienga, simbolo del potere dei Gionta nel napoletano per più di 50 anni. E luogo scelto dal clan per decidere il destino dei nemici, omicidi e agguati, e le decisioni da prendere per il traffico della droga e delle armi. Nei sotterranei il bunker del boss Valentino Gionta.
Confiscato nel 2015, giovedì 9 aprile sono iniziati i lavori di bonifica della vasta area ridotta a rudere. Tra un mese partono le ruspe. Nominato un commissario nel 2022, con un investimento di 12,3 milioni al suo posto sarà realizzata una piazza e un parco urbano, con fondi Cipess, ora si parte.
L'ha comunicato il prefetto di Napoli, Michele di Bari. "Alla presenza del commissario straordinario per la riqualificazione di Palazzo Fienga, Giuseppe Priolo e dei rappresentanti delle forze dell'ordine e dell'Agenzia del Demanio, sono stati avviati nell'immobile di Torre Annunziata, storico fortino del locale clan camorristico, oggetto di confisca e attualmente gestito dall'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, i lavori preliminari al successivo intervento di demolizione", si legge in una nota.
Che ricostruisce il lungo iter: "Il progetto di Palazzo Fienga è frutto di un lavoro di approfondimento congiunto tra tutte le Amministrazioni dello Stato, cui hanno partecipato tutti gli attori interessati, i procuratori della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri e di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso nonché il direttore dell'Anbsc, il commissario straordinario per Palazzo Fienga, il direttore dell'Agenzia del Demanio, il provveditore alle opere pubbliche e le forze dell'ordine".






