Il cambio al vertice arriva in un momento che per il vino siciliano è insieme delicato e decisivo. Il consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia ha eletto Alessio Planeta nuovo presidente, affidandogli la guida di una delle strutture centrali del sistema vitivinicolo isolano proprio mentre il comparto si confronta con un mercato più incerto, con modelli di consumo in trasformazione e con una competizione internazionale sempre più serrata.
La nomina è stata formalizzata oggi 10 aprile, durante la prima seduta del nuovo consiglio di amministrazione, a pochi giorni dall’assemblea dei soci. Con Planeta vengono confermati per il triennio anche i dodici componenti del CdA: Antonio Rallo, presidente uscente, Vincenzo Ampola, Gaspare Baiata, Giuseppe Bursi, Salvatore Chiantia, Rosario Di Maria, Giuseppe Figlioli, Roberto Magnisi, Filippo Paladino, Letizia Russo e Alberto Tasca. Un assetto che tiene insieme alcune delle principali anime del vino siciliano, dalla cooperazione alle aziende più strutturate, e che conferma la volontà di proseguire lungo una linea di continuità nella tutela e nella promozione della denominazione.
Per capire il peso di questa nomina bisogna però partire da un punto essenziale: cos’è il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia e perché conta. Nato nel 2012, il Consorzio è il soggetto che rappresenta la denominazione Sicilia Doc, ne tutela il nome, vigila sul corretto utilizzo della certificazione e ne promuove l’immagine sui mercati italiani e internazionali. Non è dunque una semplice sigla di rappresentanza, ma uno strumento di governo di un pezzo rilevante del vino siciliano. Attorno alla Doc Sicilia gravitano infatti quasi 8 mila viticoltori e circa 500 imbottigliatori, cioè una parte ampia e significativa della filiera regionale. È da qui che passa una parte non marginale del posizionamento del vino dell’isola, della sua reputazione e della sua capacità di presentarsi al mercato come sistema e non soltanto come somma di singole aziende.












