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Ultimo aggiornamento: 15:59

Ali Yusuf Harshi è stato “eliminato”, nel gergo delle Israel Defense Forces, giovedì nel quartiere di Tallet Khayat a Beirut. Faceva parte della cerchia ristrettissima di Naim Qassem: del leader di Hezbollah era il consigliere personale, nonché nipote. Ciò significa che anche il capo è nel mirino: “Arriverà il suo turno“, ha detto senza giri di parole mercoledì il ministro della Difesa Israel Katz. La caccia all’uomo è aperta: l’esercito di Tel Aviv continua a decimare i vertici del partito di Dio e ora punta anche a quelli politici.

Il lavoro era cominciato mettendo nel mirino il livello militare dopo il cessate il fuoco del 27 novembre 2024 seguito alla guerra iniziata con l’invasione israeliana di ottobre. Da allora “sono state effettuate 254 eliminazioni mirate“, si legge in un report del 6 febbraio di Alma Research and Education Center, think tank contiguo all’intelligence di Tel Aviv. Di questi, 187 – il 73,6% – erano “operativi” appartenenti ai ranghi inferiori; 58 (il 22,8%) facevano parte del “livello intermedio” e solo 9 (il 3,5%) erano “dirigenti di alto livello” ovvero “comandanti equivalenti a comandanti di brigata e superiori”. Ma “indebolire il livello inferiore” non basta, è l’analisi di Alma. Occorre “aumentare in modo significativo, sistematico e continuo gli attacchi alla leadership di alto livello e ai ranghi di medio livello, con particolare attenzione ai titolari di posizioni chiave e alle unità che fungono da motori fondamentali per la riorganizzazione di Hezbollah”.