In un attacco aereo mirato alla periferia meridionale di Beirut, l’esercito israeliano ha ucciso il capo di stato maggiore de facto di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabai, considerato il numero due dell’organizzazione e secondo solo al segretario generale Naim Qassem nella struttura di comando del gruppo. Tabatabai, che aveva aderito a Hezbollah negli anni ’80 e aveva ricoperto diversi ruoli di alto livello tra cui quello di comandante della forza d’élite Radwan e di responsabile delle operazioni di Hezbollah in Siria, era un “veterano e un agente centrale dell’organizzazione terroristica”, dicono le IDF. Secondo l’AFP l’attacco israeliano ha colpito il terzo e il quarto piano di un edificio di nove piani nella periferia sud di Beirut. Tre missili sono stati lanciati contro l’edificio nella zona di Haret Hreik, danneggiando veicoli e strutture vicine, riferisce l’agenzia di stampa libanese. Tabatabai, nato nel 1968 a Beirut da madre libanese e padre iraniano, era cresciuto nel Libano meridionale e si era unito a Hezbollah da giovane. Era ricercato dagli Stati Uniti, che nel 2016 avevano messo una taglia sulla sua testa del valore di 5 milioni di dollari.