In un media-lunch che somiglia più a una seduta di autocoscienza collettiva che a una presentazione aziendale, Elli – marchio del Gruppo Volkswagen nato per far muovere le auto elettriche – ha confessato il suo complesso di inferiorità: non gli basta più essere un semplice distributore di corrente. Vuole diventare l’intelligenza che la governa.

La nuova strategia

Fino a ieri Elli era quella che ti montava la colonnina in garage e ti trovava una presa libera lungo l’autostrada. Roba pratica, quasi banale. Oggi, dopo aver osservato il mercato con l’occhio clinico di chi ha capito che l’hardware si è ormai stabilizzato e la concorrenza ringhia, ha deciso di fare il salto. Non più solo ricariche: ecosistema. Non più solo batterie: rete nervosa. Il futuro, ci spiegano, è un intreccio inestricabile di abitazioni, auto, pannelli solari, pompe di calore e accumulatori che non sono più oggetti separati ma cellule di un unico organismo energetico.

Una gestione intelligente

Elli, in sostanza, ha capito prima degli altri che il conducente di un’auto elettrica non vuole soltanto arrivare a destinazione: vuole anche che la sua casa non paghi troppo la bolletta, che il suo condominio non sprechi energia, che la rete non vada in tilt quando piove o quando c’è il sole. Da qui la svolta: collegare hardware e software, gestire intelligentemente il flusso, estendere il modello a tutto il Gruppo Volkswagen, dalle flotte aziendali ai garage privati. In poche parole, trasformare il caos energetico in un’orchestra dove ogni strumento suona al momento giusto.