Èil giorno dell’udienza dell’incidente probatorio richieso dalla Procura di Milano per il procedimento a carico di Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere per aver ucciso Abderrahim Mansouri, 28enne di origini marocchine detto Zack, lo scorso 26 gennaio a Rogoredo. L’assistente capo del Commissariato di Mecenate è indagato per una trentina di capi di imputazione, tra cui omicidio volontario, estorsioni, spaccio e arresti illegali. Alcuni di questi reati sono contestati anche ad altri sei poliziotti indagati. Cinturrino è arrivato scortato dalla polizia penitenziaria al Tribunale di Milano, dove davanti al pm Giovanni Tarzia, al giudice Domenico Santoro e al procuratore capo Marcello Viola verranno sentiti sei testimoni.
«Diceva che voleva ammazzarlo e mi aveva detto di dire a Zack che voleva ammazzarlo», ha raccontato ai cronisti uno dei testi, un 39enne italiano senza fissa dimora e frequentatore del bosco di Rogoredo. «Lui taglieggiava tutti», ha continuato il testimone parlando di Cinturrino, «picchiava col martello, chiedeva soldi e droga a tutti, spacciatori e tossicodipendenti». Secondo il 39enne, il poliziotto «girava assieme a un altro, sempre quello» e «taglieggiava anche noi consumatori». Ha aggiunto, prima di entrare in aula, che «la droga la sequestrava e i soldi se li teneva». L’uomo aveva già messo a verbale che Cinturrino gli avrebbe detto «dì a Zack che quando lo vedo lo ammazzo».










