Un tessuto produttivo che tiene, ma che mostra al suo interno degli squilibri.

È il quadro che emerge dall'analisi dei bilanci 2024 delle società di capitali delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa, elaborata dall'Istituto di studi e ricerche (Isr) e dalla Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest su un campione chiuso di oltre 16.000 imprese attive presenti sia nel 2023 sia nel 2024.

Una fotografia, spiega l'ente camerale in una nota, dello stato di salute dell'economia locale, letta attraverso i dati di bilancio disponibili, secondo le ordinarie tempistiche di approvazione e deposito previste dalla normativa.

Il quadro dell'area evidenzia una sorta di 'paradosso della redditività': a fronte di una tenuta dei fatturati aggregati (+1%) e di una patrimonializzazione media molto elevata (43,6%), si assiste a una selezione naturale. L'erosione dei margini e l'aumento del costo del lavoro hanno infatti spinto in area negativa molte realtà: nell'intera Toscana Nord-Ovest la quota di imprese in perdita è salita dal 24% del 2023 al 26% del 2024, un'azienda su quattro chiude in rosso.

"I bilanci 2024 ci consegnano una fotografia delle diverse velocità a cui viaggiano i nostri territori e i nostri settori - sottolinea Valter Tamburini, presidente della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest -. L'eccellente livello di capitalizzazione raggiunto dimostra che le nostre imprese sanno proteggersi e sono pronte ad affrontare le rigide regole sul credito. Tuttavia, il fatto che più di un'azienda su quattro chiuda in rosso è un campanello d'allarme che non possiamo ignorare".