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Dalla tregua fragile al possibile “accordo di Islamabad”, chi tratta, cosa c’è sul tavolo e perché il ruolo del Pakistan è decisivo per evitare un’escalation regionale e uno shock globale su energia e mercati
Nelle prossime ore Islamabad diventerà il centro della diplomazia globale. Nella capitale pakistana, blindata come raramente accade, si concentrano le aspettative di una de-escalation in uno dei conflitti più pericolosi degli ultimi anni: quello tra Stati Uniti e Iran, con il coinvolgimento indiretto di Israele e di diversi attori regionali. Le autorità pakistane hanno trasformato intere aree della città in zone ad alta sicurezza, evacuando hotel, chiudendo strade e dispiegando forze aggiuntive, a testimonianza della fragilità del momento e del timore che qualsiasi incidente possa far deragliare il negoziato.
Il contesto resta estremamente instabile: il cessate il fuoco raggiunto è considerato fragile, mentre nuovi attacchi indiretti e tensioni regionali – dal Libano allo Stretto di Hormuz ancora parzialmente chiuso – mantengono alta la pressione internazionale. I mercati globali osservano con attenzione: il petrolio è tornato sopra livelli critici e le borse reagiscono a ogni segnale proveniente da Islamabad.









