La ribellione al proprio ruolo sociale, il rifiuto dell’eternità, l’attrazione per gli esseri umani: la Venere di Drusilla Foer è una Dea scesa dall’Olimpo per stare vicina ai comuni mortali. “Venere Nemica”, scritto dalla stessa Foer insieme a Giancarlo Marinelli, è al Teatro Colosseo (in via Madama Cristina 71), martedì 14 e mercoledì 15 alle 20, 30. Biglietti disponibili su teatrocolosseo. it.

Come ci si sente a vestire i panni di una Dea?

«Alla mia età, nello stato fisico in cui sono, ci vuole un bel coraggio. Anche se durante la narrazione Venere perde la sua bellezza perché la impegna nel curare il figlio».

Come ha scelto di caratterizzare la sua Venere?

«Mi piace pensare che le entità sacre abbiano amore, perdono e simpatia per gli umani. Nella stratificazione storica e culturale gli dèi sono punitivi, invece mi piacerebbe che l’accesso alla spiritualità fosse più sereno, simpatico, gentile».