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Ultimo aggiornamento: 8:12

Mamma mia! Già, la canzone forse più celebre degli Abba è un esclamazione in italiano. Un innamoramento memorabile, al netto di una storia d’amore difficile. Gli Abba, messi insieme da un manager, Stig Anderson, nativo di una piccolissima città svedese: Hova. La stessa che ha visto crescere, dopo la nascita esattamente 52 anni fa, un altro Andersson (seppur con una s in più): Andreas, centravanti biondo che ai tifosi rossoneri “Mamma mia” non l’ha mai fatto esclamare…o quasi.

Nato a Nacka, cresce a Hova: comune di poco più di mille abitanti, tra boschi, campetti di calcio e hockey sul ghiaccio. Andreas è silenzioso, educato, e si fa notare più che altro per il suo fisico: altissimo, molto magro e dai capelli biondissimi, quasi platino. Entra nell’Hova praticamente a cinque anni e ci resta fino ai diciotto, poi passa al Tidaholms, in seconda divisione: il salto di tre categorie non lo spaventa, segna sei gol in nove gare e la sua potenza impressiona gli osservatori dei club più importanti. Non è un fine giocoliere né un bomber implacabile, ma pare che a colpire gli emissari delle squadre delle categorie superiori fosse la sua capacità di destreggiarsi bene anche in campacci innevati o pieni di fango.